venerdì 27 gennaio 2017
martedì 24 gennaio 2017
NON FIDATEVI DEI POLITOLOGI
Michael Walzer: "Hillary Clinton è destinata a vincere ma la rabbia lascerà il segno"
Il filosofo: "Più ampio sarà il margine di una eventuale vittoria e meno si parlerà di brogli. Forse i democratici strapperanno anche il Senato ma il passaggio di Trump si sentirà anche dopo. Molti americani sono ormai pieni di odio, non sarà facile raddrizzare la situazione"
Questo l titopondi un artucolo di ANNA LOMBARDI su Corriere.it. E continuava. il tuo avversario: non mio marito". Ma Hillary è stata brava a mantenere equilibrato lo scontro". Il filosofo Michael Walzer, professore emerito di Princeton, 81 anni, autore di decine di saggi di teoria politica nonché condirettore di Dissent, la più famosa rivista politico-culturale della sinistra liberal americana, inizialmente sospira: "Dobbiamo proprio parlare del dibattito? ".
Poi però si lascia andare: "La compostezza di Hillary e la sua coerenza le hanno senza dubbio fatto vincere il match, anche se non credo che il duello abbia spostato molti voti. Le bugie, le esagerazioni di Trump erano così tante che lei non poteva rispondere su tutto. Ha lasciato passare alcune delle esagerazioni a cui i sostenitori di Trump possono credere e così non ha certo sottratto consensi all'avversario. Anzi, la base repubblicana ha certo apprezzato la performance del tycoon".
Un dibattito velenoso. Quanto rispecchia l'atmosfera del Paese e quanto ne aggraverà la divisione?
"Il tipo di campagna condotta da Trump ha abbassato notevolmente il livello di discussione politica del Paese. E Hillary ha dovuto adeguarsi. Oggi più che mai penso che lei vincerà le elezioni. Forse i democratici strapperanno anche il Senato, che è molto importante per la questione dei giudici della Corte Costituzionale. Ma il passaggio di Trump lascerà il segno. Molti americani sono ormai rabbiosi, pieni di odio. Non sarà facile raddrizzare la situazione ".
Cosa teme?
"Più ampio sarà il margine di una eventuale vittoria e meno si parlerà di brogli. Ma la questione è un'altra. Quando Bush ebbe la meglio su Gore, molti pensarono che non fosse una vittoria legale: ma accettarono comunque la legittimità della presidenza di George W. Ora temo che una parte di America potrebbe non fare la stessa cosa, rifiutando di legittimare Hillary. E questo è pericoloso: potrebbe aprire la strada a un più efficace demagogo, che non abbia il passato burrascoso di The Donald, capace di avere nuovo appeal su questa gente usandone la rabbia".
Trump ha parlato di mandare in galera la sua avversaria...
"Espressioni come queste non dovrebbero essere accettate in democrazia. È una cosa che non ha precedenti. A questo punto perfino la Southern strategy di Nixon, che andava nelle regioni del Sud a cercare i voti dei razzisti bianchi sembra più civile. Lei avrebbe dovuto rispondergli provocatoriamente "è meglio se mi fai ammazzare" mettendo a nudo l'odio nel discorso politico di Trump".
Quella del carcere è una minaccia che Trump potrebbe mettere in pratica?
"No, l'America smetterebbe immediatamente di essere un Paese democratico. L'esempio migliore lo ha dato Barack Obama: quando vinse, qualcuno a sinistra voleva che processasse Cheney e Rumsfeld per le torture. Lui rifiutò, fermo: anche se c'è terreno per un processo, non si può infierire sugli avversari, disse. È la loro sconfitta politica la risposta più appropriata. E il motivo è semplice: se perdere le elezioni diventa un rischio, qualcuno finirà per giocare sporco pur di non perderle mai".
Anche Hillary ha i suoi punti deboli: quella frase svelata da WikiLeaks dove dice che un politico può avere una posizione pubblica e una privata...
"Questo è vero per molti politici e fu senz'altro vero per Abraham Lincoln, che lei citava. Certo, se hai due diverse posizioni, è meglio se tieni la privata per te".
Pensa che Hillary si libererà mai di certi errori fatti in passato? Qual è il più grave, secondo lei?
"È stata troppo vicina a Wall Street. Ora ha una posizione politica pubblica molto più a sinistra, simile a quelle da cui è partita, quelle che aveva da giovane. Spero sia sincera. Sarebbe un bell'atto di coerenza".
Come sarà il prossimo dibattito?
"Trump continuerà a usare contro Hillary qualunque cosa. Non sarà un bello spettacolo e lei dovrà
trovare un modo efficace di reagire. Parlando di argomenti concreti: assistenza sanitaria, scuola, disoccupazione. Lui non si darà per vinto fino all'ultimo. Ma non se la caverà: il fatto che molti repubblicani si siano defilati ancor prima del dibattito la dice lunga-
Ok, Mr Walzer. You are a great politologist, but you understand nothing about common people and American women. American women American women saw red when they saw Hillary.She has no carisma. She is considered a small opportunistic not to remember her poor performance as secretary of state
tng about commom people.
sabato 21 gennaio 2017
Morte a 4 stelle
Esplora il significato del termine: Giampaolo che non trova la moglie
e l’urlo del papà per il suo Stefano
Storie dal Rigopiano, l’hotel travolto
Il sollievo di chi viene salvato si mescola con il dolore e l’angoscia di chi vede le speranze svanire. E all’ospedale di Pescara tutti ringraziano Quintino, il primo che ha dato l’allarme su Rigopiano. Tra i soccorritori anche 10 rifugiati daTorino
di Claudio Del Frate
I parenti di alcuni dispersi arrivano all’ospedale di Pescara shadow
1
222
11
Sono le ore del sollievo e della disperazione. Sono le ore in cui i destini di quanti sono rimasti coinvolti nella tragedia dell’hotel Rigopiano, per 48 ore uniti, si separano. Chi può riabbracciare un parente gioisce, quelli a cui questa gioia viene negata restano nell’angoscia e, mano a mano che il tempo passa, vedono subentrare lo spettro che il loro caro non possa uscire vivo dalla montagna di neve e di macerie del Rigopiano. L’ospedale di Pescara, il campo base dei soccorsi a Penne sono i luoghi di queste “sliding doors”, i punti in cui si incrociano in queste ore storie tanto differenti.
Al momento il bilancio è di 9 persone portate in salvo, 5 estratte prive di vita dalle macerie e 23 ancora disperse. Le operazioni di salvataggio vanno avanti in condizioni proibitive. Nel pomeriggio è stata identificata la terza vittima. Si tratta di Nadia Acconciamessa, mamma del piccolo Edoardo Di Carlo, ricoverato in ospedale, e moglie di Sebastiano Di Carlo, ancora disperso. Lo ha confermato il direttore sanitario dell’ospedale di Pescara, Rossano Di Luzio, durante il bollettino sanitario. In corso il riconoscimento delle altre due salme arrivate in ospedale. Il premier Gentiloni, intanto, «è pronto a riferire in Parlamento sull’emergenza che ha colpito il Centro Italia».
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Giampaolo che non trova la moglie
e l’urlo del papà per il suo Stefano
Storie dal Rigopiano, l’hotel travolto
Il sollievo di chi viene salvato si mescola con il dolore e l’angoscia di chi vede le speranze svanire. E all’ospedale di Pescara tutti ringraziano Quintino, il primo che ha dato l’allarme su Rigopiano. Tra i soccorritori anche 10 rifugiati daTorino
di Claudio Del Frate
I parenti di alcuni dispersi arrivano all’ospedale di Pescara I parenti di alcuni dispersi arrivano all’ospedale di Pescara shadow
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Sono le ore del sollievo e della disperazione. Sono le ore in cui i destini di quanti sono rimasti coinvolti nella tragedia dell’hotel Rigopiano, per 48 ore uniti, si separano. Chi può riabbracciare un parente gioisce, quelli a cui questa gioia viene negata restano nell’angoscia e, mano a mano che il tempo passa, vedono subentrare lo spettro che il loro caro non possa uscire vivo dalla montagna di neve e di macerie del Rigopiano. L’ospedale di Pescara, il campo base dei soccorsi a Penne sono i luoghi di queste “sliding doors”, i punti in cui si incrociano in queste ore storie tanto differenti. Al momento il bilancio è di 9 persone portate in salvo, 5 estratte prive di vita dalle macerie e 23 ancora disperse. Le operazioni di salvataggio vanno avanti in condizioni proibitive. Nel pomeriggio è stata identificata la terza vittima. Si tratta di Nadia Acconciamessa, mamma del piccolo Edoardo Di Carlo, ricoverato in ospedale, e moglie di Sebastiano Di Carlo, ancora disperso. Lo ha confermato il direttore sanitario dell’ospedale di Pescara, Rossano Di Luzio, durante il bollettino sanitario. In corso il riconoscimento delle altre due salme arrivate in ospedale. Il premier Gentiloni, intanto, «è pronto a riferire in Parlamento sull'emergenza che ha colpito il Centro Italia».
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Corriere,it
Non credo che Trumpy sia un folle
Sono 2,5 milioni i manifestanti in tutto il mondo che hanno aderito alla marcia delle donne organizzata nelle principali capitali contro l'insediamento di Donald Trump. Lo riferiscono gli organizzatori del Womens March.
L'enorme partecipazione oltre le aspettative alla manifestazione anti-Trump oggi a Washington impone all'organizzazione dell'evento un cambio di programmi improvviso e non da' il via alla marcia lungo la traiettoria stabilita in quanto le strade sono gia' ricolme di gente, impedendole di raggiungere la Casa Bianca. Lo hanno indicato i responsabili ai dimostranti.
Non è ancora partita la 'Marcia delle donne' a Washington ma la Capitale è già percorsa da un fiume di persone che, da più parti della città e oltre, stanno raggiungendo il centro nei vagoni stracolmi della metropolitana, a bordo di bus pieni, a piedi dalle stazioni ferroviarie dove fin dalle prime ore della mattina arrivano treni con centinaia di persone a bordo determinate a partecipare alla manifestazione. "Sarà anche cominciata come la 'Marcia delle donne' ma questa è la marcia di tutti. La marcia dell'America che unita è determinata a far sentire la propria voce". E' questo in sintesi il messaggio delle donne ma anche dei moltissimi uomini già in piazza oggi in segno di protesta nella prima giornata di Donald Trump presidente.
"Siamo tutti sotto attacco e solo noi possiamo proteggerci a vicenda. Restiamo uniti, marciamo insieme, per i prossimi quattro anni". Questo l'appello lanciato dall'attrice America Ferrera aprendo a Washington la manifestazione di protesta contro il neo presidente Donald Trump che vede gia' in piazza migliaia di persone pronte a marciare lungo il National Mall nella capitale. Una mobilitazione cui aderiscono molte personalita', volti noti dello spettacolo, artisti, tra cui Scarlett Johansson, Ashley Judd e Michael Moore. Hillary Clinton 'in campo', su Twitter, con le donne che scendono in piazza a Washington e in tutti gli Stati Uniti per protestare contro Donald Trump. ''Grazie per parlare e marciare per i nostri valori. E' importante come sempre. Ritengo che siamo sempre piu' forti quando siamo insieme'' twitta Hillary, rifacendosi allo slogan della sua campagna elettorale, 'Stronger Togheter'.
Marcia delle donne, 'Pussy hat' il simbolo della protesta - L'idea è venuta a due amiche in California: realizzare un milione di cappelli rosa - i Pussy hat - per ribadire il rispetto ai diritti delle donne. E' diventato il simbolo della marcia che si prospetta oceanica oggi a Washington in segno di protesta contro il neopresidente Donald Trump. Lo indossano la gran parte delle migliaia di persone che già gremiscono il centro della Capitale americana e come loro tanti altri in diverse città degli Usa e del mondo che aderiscono anche idealmente al corteo anti Trump. Sono donne ma anche molti uomini a sfoggiare con orgoglio il copricapo rosa: "è il nostro modo di dire basta. Di manifestare la nostra irritazione, frustrazione e anche rabbia contro la misoginia", hanno sottolineato parlando con l'ANSA diversi manifestanti a Washington. "Che il presidente degli Stati Uniti possa dire cose del genere verso più della metà della popolazione...con questo cappello e con questa marcia diciamo basta, non si possono più sminuire le donne così", ha aggiunto lo stesso gruppo di manifestanti.
La protesta contro Donald Trump si fa 'globale' e si attende fino ad un milione di persone nelle piazza di tutto il mondo con manifestazioni e marce ispirate alla massiccia mobilitazione a Washington per la 'marcia delle donne'. Da Londra a Berlino, da Atene a Parigi, da Milano a Roma, da Sidney a New Delhi a Stoccolma si sono gia' svolte o sono in corso numerose dimostrazioni.
E dal sito della Casa Bianca 'spariscono' sezioni clima, diritti' - Le pagine sui diritti civili, il cambiamento climatico e i diritti Lgbt spariscono dal sito della Casa Bianca di Donald Trump. La sezione sul cambiamento climatico è stata sostituita da An American First Energy Plan, in cui non si parla di clima e si afferma che il presidente "è impegnato a eliminare le politiche non necessarie e dannose come il Climate Action Plan''. La pagina sui diritti civili è stata rimpiazzata dalla sezione Standing Up for Our Law Enforcement Community, in cui i timori su come la polizia agisce vengono sostituiti dalla richiesta di aumentare il numero delle forze dell'ordine. Nel sito le parole 'nero' o 'afro-americano' non compaiono in nessuno dei documenti sulle prossime politiche di Trump, cosi' come non c'e' una sezione dedicata a uno dei temi che ha piu' cavalcato nella campagna elettorale, l'immigrazione.
ANSA.it
giovedì 19 gennaio 2017
Che cos'è la libertà
Questa mattina ho ricevuto da Change.org, la seguene email:
"Corrado, l'omofobia deve essere un diritto umano riconosciuto": a pronunciare queste parole è stata la dottoressa Silvana De Mari, di cui Roberta chiede la radiazione dall'Ordine dei Medici. Sei d'accordo?"
Ordine dei medici di Torino: Radiazione della dottoressa Silvana De Mari dall'albo dei medici
Robenvjnrta Amato
Italy
Firma la petizione
Chiediamo la radiazione immediata della dottoressa De Mari dall'Ordine dei Medici di Torino per avere espresso in sede pubblica pareri obsoleti in merito ai rischi della sessualità omosessuale, alla definizione -velata di forti pregiudiziali omofobe- di Gay Bowel Syndrome, per aver ridicolizzato, umiliato, deriso, con la pietà pelosa di chi è in malafede, chi abbia rapporti omosessuali. Per avere lordato anche la sessualità eterosessuale, descrivendo come pericolose pratiche sicure, descrivendole in maniera turpe e paventando lesioni e inesistenti rischi di malattie.
Roberta Amato via Change.org
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