mercoledì 18 gennaio 2017

Mastermind del 9/11 scrive a Obama

A letter from alleged 9/11 mastermind Khalid Sheikh Mohammed to President Barack Obama has been delivered to The White House, nearly three years after it was written. Khalid Sheikh Mohammed wrote a letter to the president complaining of "Muslim oppression at the hands of the West" and the US role in Gaza back in 2014, according to the Miami-Herald's Carol Rosenberg, who was the first to report on its existence. It's true. But it is also true thar America lacks a MO policy because it depends on Israle's polici depending on the political oientarientale this tantrums from Israel towards the Palestinians. The Army judge overseeing Mohammed's case overruled that view, and ordered prosecutors on January 6 to deliver the letter to the president, Rosenberg reported on Monday. CBS reported that the White House received the letter on Tuesday, but they declined to discuss its contents. The judge's ruling — still under seal on the military commissions website — said there was "no legal basis" for the secrecy surrounding the letter, and gave prison officials 30 days to scrub it for any security concerns before releasing it to the public, The Miami-Herald reported. If that timeline holds, the letter will appear on the military commissions website sometime around February 5, 2017. Mohammed is currently on trial for his role with the al Qaeda terror group and his alleged planning of the 9/11 attacks, which he admitted to being responsible for "from A to Z."

lunedì 16 gennaio 2017

Questa Italia

Insegnante di professione, bidella per necessità. Francesca Capecce, 34 anni, di Termoli, è una delle centinaia di «idonei fantasma», i professori che hanno superato scritti e orali dell’ultimo concorso per l’insegnamento ma che non hanno una cattedra: il bando prevedeva che, oltre ai vincitori, potessero aspirare ad un posto solo il 10% in più di chi era in graduatoria. E così, nonostante tantissime cattedre siano rimaste vuote, loro, tecnicamente abilitati ad insegnare, restano a casa, mentre in classe entrano supplenti bocciati. E chi non può permettersi di restare senza stipendio, fa di tutto: anche il collaboratore scolastico. Come Francesca. Umiliante? «Frustrante, più che altro. Ma il lavoro è lavoro: e anche se 900 euro non sono i 1.300 dell’impiego da docente, sono comunque un’entrata per la mia famiglia. Ho una figlia di cinque anni e non mi posso permettere di rimanere a casa». Dieci anni di insegnamento «Ho insegnato dieci tondi tondi. Dal 2006 insegno accoglienza turistica, ovvero ricevimento, negli istituti alberghieri e professionali. Con incarichi quasi sempre annuali o sostituzioni di maternità. Sono diplomata come tecnico dei servizi turistici, mi ero anche iscritta a Economi del turismo, ma col lavoro non sono riuscita a laurearmi. Poi è arrivata la riforma Gelmini: taglio drastico delle ore della mia materia. Fino al 2013 ho resistito, c’erano spezzoni di cattedre qua e là e giravo come una trottola pur di racimolare le mie ore di insegnamento. Nel 2014 ho preso l’abilitazione con il Pas, sperando mi desse qualche punteggio in più: ma non arrivava niente. E allora, quando mi hanno chiamato dalla graduatoria di terza fascia degli Ata, ho accettato. Paradossalmente, sono molto titolata rispetto agli altri educatori, e quindi da un anno e mezzo ho sempre lavorato, anche se con incarichi temporanei». Come collaboratrice amministrativa? «Non solo. Ci speravo, a dire il vero. Ma mi sono dovuta adattare: le pulizie, l’assistente di laboratorio, l’accoglienza degli alunni, l’assistenza dei disabili, il centralino. Ho fatto di tutto nella scuola della mia ultima supplenza, un Ipssia di Montenero di Bisaccia, in provincia di Campobasso, e ci scherziamo su: servo la scuola in tutto e per tutto». «Il ritorno nella mia vecchia scuola» Le è capitato di lavorare anche per scuole dove aveva insegnato? «Sì, l’anno scorso, per un alberghiero, la stessa scuola dove ero stata anche alunna. All’inizio non volevo accettare, mi sembrava troppo. Poi mi hanno convinto, ricordandomi che ciò che conta è lavorare con dignità. Temevo il giudizio dei ragazzi. E invece mi hanno stupito: mi hanno incoraggiato, aiutato, e detto più volte che per loro ero un esempio di coraggio e fierezza. Mi chiamavano professoressa anche se lavavo i piatti nel laboratorio di cucina, invece di stare in cattedra. Mi hanno detto che ho insegnato loro il senso del dovere e del sacrificio. Devo dire la verità, sono stati di grande aiuto e incoraggiamento». Poi ha tentato il concorso, sperando di riconquistare la sua posizione. Ma cosa non è andato per il verso giusto? «Non lo so. Ho studiato, pagato tre viaggi in Campania per sostenere le prove invece di andarmene in vacanza, ho rinviato un intervento delicatissimo, ho anche accettato il rischio di lasciare la mia famiglia, visto che per la mia materia non c’erano cattedre in Molise, ma solo 4 in Abruzzo. Alla fine sono risultata idonea con 34 punti su 40. Quindi non ammessa al posto a tempo indeterminato. Una delusione. Nonostante ci siano ancora molti spezzoni di ore liberi in giro, a me non assegnano alcun posto. Anzi, peggio: speravo che i vincitori liberassero le cattedre andando ad occupare i loro ruoli legittimi in Abruzzo, e invece anche loro non sono stati sistemati, i loro posti non esistono più». «Tanti supplenti davanti a me» «Con la mobilità molte cattedre previste dal concorso sono risultate fittizie, inesistenti: tanti insegnanti che si sono spostati le hanno occupate, e poiché avevano più diritti dei neo immessi in ruolo nessuno può farci niente. Magra consolazione: anche i vincitori di concorso sono messi come me». Chi sta facendo le supplenze invece? «Per lo più precari che sono stati bocciati al concorso. Io che ho superato un concorso valgo meno di loro. Tutti i concorsi pubblici danno un valore all’idoneità, questo è l’unico che ci considera dei fantasmi: noi abbiamo meno valore di chi non l’ha superato. Non ha senso. Considerarci validi per i posti vuoti invece avrebbe un duplice effetto positivo: noi avremmo un posto, e gli alunni dei professori preparati». Mentre pulisce e sistema le aule, ha dei rimpianti? «No, cerco di fare del mio meglio in qualsiasi cosa. E anche i dirigenti scolastici mi apprezzano perché capiscono che possono affidarmi anche incarichi più delicati. Però penso spesso ai miei alunni, non poter più coltivare la loro passione per lo studio mi manca tantissimo. L’insegnamento è un mestiere del cuore, non del portafogli». 16 gennaio 2017 (modifica il 17 gennaio 2017 | 07:40) © RIPRODUZIONE RISERVATA Corriere.it

domenica 15 gennaio 2017

Show di Trumpy

NEW YORK -Anche per gli europei sarà più difficile viaggiare negli Stati Uniti. E’ l’ultimo degli annunci a sorpresa di Donald Trump. Il neo presidente, in un’intervista al quotidiano britannico «Sunday Times», rivela che, appena insediato alla Casa Bianca, cioè il 20 gennaio prossimo, prenderà «una serie di misure» per rendere molto più sicuro il confine americano. Saranno applicati «controlli estremi» per chi arriverà da «parti del mondo conosciute per il terrorismo islamico». Ma saranno previste restrizioni anche per gli europei. shadow carousel Ma non basta. Il nuovo leader americano è convinto che «altri Paesi usciranno dall’Unione europea, seguendo l’esempio della Gran Bretagna». La Brexit, dice Trump, «è una gran cosa e io farò un accordo commerciale con il Regno Unito». Affermazioni che poi andranno verificate concretamente, considerando che il costruttore newyorkese ha parlato di «Brexit» con uno dei principali quotidiani di Londra. Ambivalente il giudizio su Angela Merkel: «ha commesso un errore catastrofico», consentendo l’ingresso di un milione di profughi in Germania. Tuttavia, dice Trump, «inizio il mio mandato con fiducia sia in Vladimir Putin sia nella cancelliera tedesca Merkel. Ma intendo verificare quanto tutto ciò possa durare». I rapporti con l’Europa, o meglio con il versante europeo dell’Alleanza atlantica, sono al centro di un’altra intervista rilasciata anche al quotidiano tedesco «Bild». «La Nato è un’organizzazione obsoleta, non si è occupata di lotta al terrorismo. Ha dei problemi. É vecchia perché è stata disegnata molti e molti anni fa». E ancora «solo cinque Paesi pagano la quota dovuta e questo non è giusto nei confronti degli Stati Uniti». Ma, conclude Trump: «La Nato resta comunque molto importante per me». Ieri è stata anche la giornata delle indiscrezioni su un possibile vertice a breve tra Putin e il neo presidente americano. Hamburg Declaration Corriere.it

giovedì 12 gennaio 2017

Stupidi, ridicoli e ignoranti

Questa mattina ho trovato nella mia casella postale la seguente email: Il Coordinamento Liguria Rainbow lancia un appello per contrastare l'iniziativa della Regione Liguria volta a rendere attivo uno sportello che, come recita il documento ufficiale, “costituirà un momento di ascolto e di informazione pro famiglia, difendendo la libertà educativa in capo alla famiglia andando ad arginare quei fenomeni di indottrinamento ideologici noti come ideologia del gender”. Sulla scia di analoghe prese di posizione da parte della Regione Lombardia e della Regione Veneto,
tale iniziativa, oltre che sovrapporsi a servizi già esistenti sul territorio, costituendo così uno spreco di denaro pubblico, è gravemente lesiva della libertà di insegnamento e rende vano uno degli obiettivi primari della scuola: offrire spazi privilegiati di ascolto, di scambio e di discussione. Contribuisce, inoltre, a creare un pericoloso clima di paura, sospetto e intimidazione. Le politiche scolastiche - come recitano le Indicazioni Nazionali 2012 per il curriculo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione - devono pensare e realizzare i progetti educativi e didattici non per individui astratti, ma per persone che vivono qui e ora e che sollevano precise domande esistenziali.
La Regione Liguria invece dimostra di pensare a politiche di sostegno a un modello unico di famiglia, fallendo così nell'offerta di servizi e risposte ai bisogni di chi vive sul territorio, e discriminando fattivamente chi sconfina dal modello "normale" (famiglie monogenitoriali, famiglie omogenitoriali, persone LGBT, donne e uomini che rifiutano la stereotipia dei ruoli dominanti). Indirizziamo il nostro appello anche alla Ministra Fedeli perché quanto sta accadendo in Liguria è in realtà l’esito di un clima oscurantista che negli ultimi anni sta attraversando il paese. Chiediamo dunque alla Ministra di esprimersi in difesa dell’autonomia e della laicità della scuola pubblica, e di intervenire in modo deciso affinché non si espellano dai programmi scolastici i temi centrali dell'educazione all'affettività, del rispetto delle differenze e del contrasto agli stereotipi, alla violenza di genere, all'omofobia e al bullismo. Questa petizione sarà consegnata a: Valeria Fedeli Ministra dell'Istruzione Giovanni Toti Presidente Regione Liguria, a Sergio Mattarella. Vi invito a firmare la presente petizione

domenica 8 gennaio 2017

UN VECCHIO AMICO MAI DIMENTCATO

RICHARD DUbOFF in un saggio di mezzosecolo fa sulla Monthly Review Magazine si chiedeva se dovevamo parlare di complesso militare- inndusreiale gppure se dovevamo paròare semplicemente di Pentagosmo.La questione non è di lana caprina. Essa è parte cotitutiva diella natura del capitalismo monopolistico. Il capitalismo monopolitico produce per sua natura più di quello che conxumi. In altre parole il mopoly capital è carstterrizzato dalla tendenza dej surplus economico efferttivo ad aumentare. Tale legge enunciata nel 1966 da Baran e Sweezy, venne esposta per la prima volta da Rosa Luxemburg. In altre parole, ll capitalismo assotbe atttrverso ll militarismo parte del surplus che esso stesso produce. Su questa falsariga, Paul Sweezy sostenne che nel capitalismo esiste una tendenza cronica alla deptessione. Il militarismo era come per la Luxemburg una via d'uscita dalla depresssione.