Di solito, la storia inizia come un gioco di ruolo e senza rendersi conto ci si trova.con le mani legate. Prendi il caso.di un mio amico .senza
Egli frequentava una chat bdsm. Qui entrò in amicizia con una bella donna dal carattere forte. Era evidente che ella aveva un piano, il quale non appariva dal profilo, .ma che diventava ogni giorno più evidente. Egli era però troppo attratto dalla sua bellezza per rendersene conto, così in men che immagini si è trovato trasformato in un pig, cioè in un financial slave.
Voi direte che è colpa sua. E' vero. All'inizio c'è però l'enorme potere del virtuale che offre anche al più timido la possibilità di entrare in intimità con una bella donna disposta a giocare con voi. La botta arriva quando la ragazza capisce che sei pronto per essere spennato. Oppure, la botta arriva subito, In tal caso la ragazza mostra subito ciò che offre: di solito si tratta di pura bellezza fisica. Spesso essa non è disgiunta, però, da una notevole carica di simpatia.Mettete assieme bellezza fisica e simpatia e il gioco è fatto. Per la ragazza sarà facile ottenere ciò che vuole e ciò che vuole sono i danè.
Ricordo che per anni ho mandato ogni mese qualche centinaio di euro a una ragazza rumena la quale viveva da sola, senza lavoro fisso con una bambina di cinque anni, Io mandavo i soldi alla bambina. Mia madre aveva una badante rumena. Una volta mi chiese che cosa avessi combinato in Romania. Era un modo simpatico di chiedermi se la bambina era mia
Alla sera, mettteva la bambina a letto. Tornava, Si spogliava e sedeva nuda davanti a me Ella non provava alcun mbarazzo Ero il suo uomo; ero l'uomo che consentiva alla bambina di fare una vita da signora . La nostra relazione finì per l'impossibilità di passare al reake.
mercoledì 3 agosto 2016
domenica 31 luglio 2016
Karol e Francesco
"Tocca i cuori dei terroristi, affinché riconoscano il male delle loro azioni e tornino sulla via della pace e del bene, del rispetto per la vita e della dignità di ogni uomo, indipendentemente dalla religione, dalla provenienza, dalla ricchezza o dalla povertà".
Lo ha scritto il Papa in una preghiera lasciata nella chiesa di San Francesco. Lì si venerano le reliquie dei due martiri Francescani Zbigniew Strzałkowski e Michał Tomaszek, uccisi da "Sendero luminoso" il 9 agosto 1991 in Perù, e beatificati nel 2015 insieme al sacerdote italiano Don Alessandro Dordi.
Rivolto ai giovani li ha esortati ad essere protagonisti della storia e a decidere per il proprio futuro. "Se ci metti il meglio di te, il mondo sarà diverso, è una sfida". "Il tempo che oggi stiamo vivendo non ha bisogno di giovani-divano ma di giovani con le scarpe, meglio ancora, con gli scarponcini calzati. Accetta solo giocatori titolari, non riserve. Vi chiede di essere protagonisti della storia perché la vita è bella sempre che vogliamo viverla e lasciare un'impronta. La storia oggi ci chiede di difendere la nostra dignità e altri non decidano il nostro futuro".
Alla veglia della Gmg, davanti a centinaia di migliaia di ragazzi il Papa ha detto: "Cari amici, vi invito a pregare insieme a motivo della sofferenza di tante vittime della guerra, affinché una volta per tutte possiamo capire che niente giustifica il sangue di un fratello, che niente è più prezioso della persona che abbiamo accanto". E ha esortato i giovani a non vedere la vita dallo schermo di un computer. Ci sono realtà - ha detto il Papa - che non comprendiamo perché le vediamo solo attraverso uno schermo (del cellulare o del computer). Ma quando prendiamo contatto con la vita, con quelle vite concrete non più mediatizzate dagli schermi, allora ci succede qualcosa di forte, sentiamo l'invito a coinvolgerci: 'Basta città dimenticate, come dice Rand (il ragazzo di Aleppo che ha raccontato come si vive in guerra, ndr); mai più deve succedere che dei fratelli siano 'circondati da morte e da uccisioni' sentendo che nessuno li aiuterà".
"Noi adesso - ha detto il Papa ai ragazzi della Gmg - non ci metteremo a gridare contro qualcuno, non ci metteremo a litigare, non vogliamo distruggere. Noi non vogliamo vincere l'odio con più odio, vincere la violenza con più violenza, vincere il terrore con più terrore. E la nostra risposta a questo mondo in guerra ha un nome: si chiama fraternità, si chiama fratellanza, si chiama comunione, si chiama famiglia. Festeggiamo il fatto che veniamo da culture diverse e ci uniamo per pregare". Il Papa parla dopo aver ascoltato le testimonianze di Rand, un ragazzo di Aleppo sulla vita in guerra, Miguel, un ragazzo paraguayano sfuggito alla droga e Natalie, un signora polacca tornata alla fede dopo anni buio interiore e una vita che ha definito dissoluta.
"Quando la paura si rintana nella chiusura, - ha detto ancora rivolto ai giovani- va sempre in compagnia di sua 'sorella gemella', la paralisi; sentirci paralizzati. Sentire che in questo mondo, nelle nostre città, nelle nostre comunità, non c'è più spazio per crescere, per sognare, per creare, per guardare orizzonti, in definitiva per vivere, è uno dei mali peggiori che ci possono capitare nella vita. La paralisi ci fa perdere il gusto di godere dell'incontro, dell'amicizia, il gusto di sognare insieme, di camminare con gli altri".
Il Papa nella veglia della Gmg, ha denunciato anche "la paralisi che nasce quando si confonde la felicità con un divano/kanapa! Sì, credere che per essere felici abbiamo bisogno di un buon divano, che ci aiuti a stare comodi, tranquilli, ben sicuri. Un divano, come quelli che ci sono adesso, moderni, con massaggi per dormire inclusi, che ci garantiscano ore di tranquillità per trasferirci nel mondo dei videogiochi e passare ore di fronte al computer. Un divano contro ogni tipo di dolore e timore. Un divano che ci faccia stare chiusi in casa senza affaticarci né preoccuparci. La "divano-felicità" / "kanapaszczcie" è probabilmente la paralisi silenziosa che ci può rovinare di più; perché a poco a poco, senza rendercene conto, ci troviamo addormentati, ci troviamo imbambolati e intontiti mentre altri - forse i più vivi, ma non i più buoni - decidono il futuro per noi". "Per molti è vantaggioso avere giovani imbambolati e intontiti che confondono la felicità con un divano", ha concluso.
La messa è per i religiosi, della Polonia, il Pontefice ha celebrato davanti a duemila persone: Francesco ha tutti di avere vite aperte, non a doppio binario, non rquell'"aprite le porte" con cui Giovanni Paolo II diede inizio al proprio pontificato. Tuttavia, ha osservato, "nella nostra vita di sacerdoti e consacrati può esserci spesso la tentazione di rimanere un po' chiusi, per timore o per comodità, in noi stessi e nei nostri ambiti". Ma la direzione deve essere "a senso unico: uscire da noi stessi", e si tratta "di un- viaggio senza biglietto di ritorno".
Gli italiani sono contro le maniere forti ma per una maggiore prevenzione nel contrasto al fondamentalismo islamico. E' quanto emerge da un sondaggio condotto da Ixé per la trasmissione di Rai Tre Agorà. Il 69% degli intervistati ritiene che nei confronti del fondamentalismo servirebbe una maggiore prevenzione, secondo un sondaggio Ixè per Agorà Estate (Raitre). Per il 29% andrebbero usate invece le maniere forti.
Non solo: per il 75% degli italiani gli attentati ad opera dell'ISIS che hanno colpito l'Europa nel 2015 - 16 non mettono a rischio la società multiculturale. Solo per il 23% invece questa integrazione è a rischio. E ancora: il 63% degli italiani non è d'accordo con la dichiarazione del premier Valls, che ritiene di essere in guerra con i terroristi ìììdell'ISIS, secondo un sondaggio Ixè per Agorà Estate (Raitre). Il 36% invece pensa che siamo in conflitto con i terroristi.
Quanto al recente attacco di Nizza, il 42% degli italiani crede che l'attentatore dello scorso 14 luglio sia un soldato dei terroristi dell'ISIS. Ma per la maggioranza degli intervistati, il 51%, era solo un emarginato con problemi psichici.
Infine, a proposito delle presidenziali Usa, il 69% degli italiani voterebbe per la candidata democratica Hillary Clinton. Solo il 19% darebbe fiducia al candidato repubblicano Donald Trump.
Ora il problema con l'Islam è che l'Islam è una religione fonndata su un blibro scrritto manualmente da. Maometto sotto dettatura dell'arcangelo Gabrierle il quale avrebbe ordinato a Maometto di scrivere fra gli asltri famosi versetti delka spada, "Quando finiranno i mesi sacri, cercateli, stanateli e uccideteli"
Questo io lo chiamo terrorismo - un terrorismo che ha per fondamento un libro che prvede il tagio della gola se vien messo in dubbio che esso sia parola di Dio, Benedetto sia il suo nome.Ne sa qualcosa l'autore di Islam e storia il quale fu condannnato a morte un tribunale egiziano per aver proposto di leggere il Corano come lo leggerebbero Jacbson, Barthes, Eco.
Pur nella diversità dei modelli politici, il pensiero politico occidentale si fonda sul concetto di libertà individuale
Nell'Islam non esiste un concetto del genere. Al centro ella concezione politica islamica c'è il concetto di comunità e ciò che regge l'unità della comunità - o che la resse fino al tempo dei . "califfi ben guidati"- è il rispetto della legge islamica.
L'islam, come religione non è più politicizzato di quello che è il cristianesimo. Ma, regolando, attraverso la legge islamica, ogni aspetto della vita dei musulmani. Ciò rende difficile la convivenza fra "noi" e" loro", spiega la nascita di società interstiziali, spiega il fallimento del cd euro--islam e il fascino esercitato da certo fondamentalismo che si basa sulla critica della ideologia occidentale.
Ciò dovrebbe far riflettere politici e intellettuali occidentali, i quali dovrebbero riconsiderare il problema del rapporto fra politica e ideologia, invece di trasformare, intellettuali come Camus in antesignani di Qtub; il quale, non a caso, srisse in Milestones che l'Islam era destinato a salvare anche l'Occidente
Lo ha scritto il Papa in una preghiera lasciata nella chiesa di San Francesco. Lì si venerano le reliquie dei due martiri Francescani Zbigniew Strzałkowski e Michał Tomaszek, uccisi da "Sendero luminoso" il 9 agosto 1991 in Perù, e beatificati nel 2015 insieme al sacerdote italiano Don Alessandro Dordi.
Rivolto ai giovani li ha esortati ad essere protagonisti della storia e a decidere per il proprio futuro. "Se ci metti il meglio di te, il mondo sarà diverso, è una sfida". "Il tempo che oggi stiamo vivendo non ha bisogno di giovani-divano ma di giovani con le scarpe, meglio ancora, con gli scarponcini calzati. Accetta solo giocatori titolari, non riserve. Vi chiede di essere protagonisti della storia perché la vita è bella sempre che vogliamo viverla e lasciare un'impronta. La storia oggi ci chiede di difendere la nostra dignità e altri non decidano il nostro futuro".
Alla veglia della Gmg, davanti a centinaia di migliaia di ragazzi il Papa ha detto: "Cari amici, vi invito a pregare insieme a motivo della sofferenza di tante vittime della guerra, affinché una volta per tutte possiamo capire che niente giustifica il sangue di un fratello, che niente è più prezioso della persona che abbiamo accanto". E ha esortato i giovani a non vedere la vita dallo schermo di un computer. Ci sono realtà - ha detto il Papa - che non comprendiamo perché le vediamo solo attraverso uno schermo (del cellulare o del computer). Ma quando prendiamo contatto con la vita, con quelle vite concrete non più mediatizzate dagli schermi, allora ci succede qualcosa di forte, sentiamo l'invito a coinvolgerci: 'Basta città dimenticate, come dice Rand (il ragazzo di Aleppo che ha raccontato come si vive in guerra, ndr); mai più deve succedere che dei fratelli siano 'circondati da morte e da uccisioni' sentendo che nessuno li aiuterà".
"Noi adesso - ha detto il Papa ai ragazzi della Gmg - non ci metteremo a gridare contro qualcuno, non ci metteremo a litigare, non vogliamo distruggere. Noi non vogliamo vincere l'odio con più odio, vincere la violenza con più violenza, vincere il terrore con più terrore. E la nostra risposta a questo mondo in guerra ha un nome: si chiama fraternità, si chiama fratellanza, si chiama comunione, si chiama famiglia. Festeggiamo il fatto che veniamo da culture diverse e ci uniamo per pregare". Il Papa parla dopo aver ascoltato le testimonianze di Rand, un ragazzo di Aleppo sulla vita in guerra, Miguel, un ragazzo paraguayano sfuggito alla droga e Natalie, un signora polacca tornata alla fede dopo anni buio interiore e una vita che ha definito dissoluta.
"Quando la paura si rintana nella chiusura, - ha detto ancora rivolto ai giovani- va sempre in compagnia di sua 'sorella gemella', la paralisi; sentirci paralizzati. Sentire che in questo mondo, nelle nostre città, nelle nostre comunità, non c'è più spazio per crescere, per sognare, per creare, per guardare orizzonti, in definitiva per vivere, è uno dei mali peggiori che ci possono capitare nella vita. La paralisi ci fa perdere il gusto di godere dell'incontro, dell'amicizia, il gusto di sognare insieme, di camminare con gli altri".
Il Papa nella veglia della Gmg, ha denunciato anche "la paralisi che nasce quando si confonde la felicità con un divano/kanapa! Sì, credere che per essere felici abbiamo bisogno di un buon divano, che ci aiuti a stare comodi, tranquilli, ben sicuri. Un divano, come quelli che ci sono adesso, moderni, con massaggi per dormire inclusi, che ci garantiscano ore di tranquillità per trasferirci nel mondo dei videogiochi e passare ore di fronte al computer. Un divano contro ogni tipo di dolore e timore. Un divano che ci faccia stare chiusi in casa senza affaticarci né preoccuparci. La "divano-felicità" / "kanapaszczcie" è probabilmente la paralisi silenziosa che ci può rovinare di più; perché a poco a poco, senza rendercene conto, ci troviamo addormentati, ci troviamo imbambolati e intontiti mentre altri - forse i più vivi, ma non i più buoni - decidono il futuro per noi". "Per molti è vantaggioso avere giovani imbambolati e intontiti che confondono la felicità con un divano", ha concluso.
La messa è per i religiosi, della Polonia, il Pontefice ha celebrato davanti a duemila persone: Francesco ha tutti di avere vite aperte, non a doppio binario, non rquell'"aprite le porte" con cui Giovanni Paolo II diede inizio al proprio pontificato. Tuttavia, ha osservato, "nella nostra vita di sacerdoti e consacrati può esserci spesso la tentazione di rimanere un po' chiusi, per timore o per comodità, in noi stessi e nei nostri ambiti". Ma la direzione deve essere "a senso unico: uscire da noi stessi", e si tratta "di un- viaggio senza biglietto di ritorno".
Gli italiani sono contro le maniere forti ma per una maggiore prevenzione nel contrasto al fondamentalismo islamico. E' quanto emerge da un sondaggio condotto da Ixé per la trasmissione di Rai Tre Agorà. Il 69% degli intervistati ritiene che nei confronti del fondamentalismo servirebbe una maggiore prevenzione, secondo un sondaggio Ixè per Agorà Estate (Raitre). Per il 29% andrebbero usate invece le maniere forti.
Non solo: per il 75% degli italiani gli attentati ad opera dell'ISIS che hanno colpito l'Europa nel 2015 - 16 non mettono a rischio la società multiculturale. Solo per il 23% invece questa integrazione è a rischio. E ancora: il 63% degli italiani non è d'accordo con la dichiarazione del premier Valls, che ritiene di essere in guerra con i terroristi ìììdell'ISIS, secondo un sondaggio Ixè per Agorà Estate (Raitre). Il 36% invece pensa che siamo in conflitto con i terroristi.
Quanto al recente attacco di Nizza, il 42% degli italiani crede che l'attentatore dello scorso 14 luglio sia un soldato dei terroristi dell'ISIS. Ma per la maggioranza degli intervistati, il 51%, era solo un emarginato con problemi psichici.
Infine, a proposito delle presidenziali Usa, il 69% degli italiani voterebbe per la candidata democratica Hillary Clinton. Solo il 19% darebbe fiducia al candidato repubblicano Donald Trump.
Ora il problema con l'Islam è che l'Islam è una religione fonndata su un blibro scrritto manualmente da. Maometto sotto dettatura dell'arcangelo Gabrierle il quale avrebbe ordinato a Maometto di scrivere fra gli asltri famosi versetti delka spada, "Quando finiranno i mesi sacri, cercateli, stanateli e uccideteli"
Questo io lo chiamo terrorismo - un terrorismo che ha per fondamento un libro che prvede il tagio della gola se vien messo in dubbio che esso sia parola di Dio, Benedetto sia il suo nome.Ne sa qualcosa l'autore di Islam e storia il quale fu condannnato a morte un tribunale egiziano per aver proposto di leggere il Corano come lo leggerebbero Jacbson, Barthes, Eco.
Pur nella diversità dei modelli politici, il pensiero politico occidentale si fonda sul concetto di libertà individuale
Nell'Islam non esiste un concetto del genere. Al centro ella concezione politica islamica c'è il concetto di comunità e ciò che regge l'unità della comunità - o che la resse fino al tempo dei . "califfi ben guidati"- è il rispetto della legge islamica.
L'islam, come religione non è più politicizzato di quello che è il cristianesimo. Ma, regolando, attraverso la legge islamica, ogni aspetto della vita dei musulmani. Ciò rende difficile la convivenza fra "noi" e" loro", spiega la nascita di società interstiziali, spiega il fallimento del cd euro--islam e il fascino esercitato da certo fondamentalismo che si basa sulla critica della ideologia occidentale.
Ciò dovrebbe far riflettere politici e intellettuali occidentali, i quali dovrebbero riconsiderare il problema del rapporto fra politica e ideologia, invece di trasformare, intellettuali come Camus in antesignani di Qtub; il quale, non a caso, srisse in Milestones che l'Islam era destinato a salvare anche l'Occidente
venerdì 29 luglio 2016
Islam e storia
TERRORISMO CORANCO
Gli italiani sono contro le maniere forti ma per una maggiore prevenzione nel contrasto al fondamentalismo islamico. E' quanto emerge da un sondaggio condotto da Ixé per la trasmissione di Rai Tre Agorà. Il 69% degli intervistati ritiene che nei confronti del fondamentalismo servirebbe una maggiore prevenzione, secondo un sondaggio Ixè per Agorà Estate (Raitre). Per il 29% andrebbero usate invece le maniere forti.
Non solo: per il 75% degli italiani gli attentati ad opera dell'ISIS che hanno colpito l'Europa nel 2015 - 16 non mettono a rischio la società multiculturale. Solo per il 23% invece questa integrazione è a rischio. E ancora: il 63% degli italiani non è d'accordo con la dichiarazione del premier Valls, che ritiene di essere in guerra con i terroristi ìììdell'ISIS, secondo un sondaggio Ixè per Agorà Estate (Raitre). Il 36% invece pensa che siamo in conflitto con i terroristi.
Quanto al recente attacco di Nizza, il 42% degli italiani crede che l'attentatore dello scorso 14 luglio sia un soldato dei terroristi dell'ISIS. Ma per la maggioranza degli intervistati, il 51%, era solo un emarginato con problemi psichici.
Infine, a proposito delle presidenziali Usa, il 69% degli italiani voterebbe per la candidata democratica Hillary Clinton. Solo il 19% darebbe fiducia al candidato repubblicano Donald Trump.
Ora il problema con l'Islam è che l'Islam è una religione fonndata su un blibro scrritto manualmente da. Maometto sotto dettatura dell'arcangelo Gabrierle il quale avrebbe ordinato a Maometto duìi scrivere fra gli asltri famosi versetti dekka spada, "Quando finiranno i mesi sacri, cercateli, stanateli e uccideteli"
Questo io lo chiamo terrorismo - un terrorismo che ha per fondamento un libro che prevede il taglio della gola per chi mette in dubbio che esso sia parola di Dio, Benedetto sia il suo nome.Ne sa qualcosa l'autore di Islam e storia il quale fu cvondannnato arte da un tribunale egiziano per aver proposto di leggere il Corano come lo leggerebbero Jacbson Barthes, Eco,,,
Gli italiani sono contro le maniere forti ma per una maggiore prevenzione nel contrasto al fondamentalismo islamico. E' quanto emerge da un sondaggio condotto da Ixé per la trasmissione di Rai Tre Agorà. Il 69% degli intervistati ritiene che nei confronti del fondamentalismo servirebbe una maggiore prevenzione, secondo un sondaggio Ixè per Agorà Estate (Raitre). Per il 29% andrebbero usate invece le maniere forti.
Non solo: per il 75% degli italiani gli attentati ad opera dell'ISIS che hanno colpito l'Europa nel 2015 - 16 non mettono a rischio la società multiculturale. Solo per il 23% invece questa integrazione è a rischio. E ancora: il 63% degli italiani non è d'accordo con la dichiarazione del premier Valls, che ritiene di essere in guerra con i terroristi ìììdell'ISIS, secondo un sondaggio Ixè per Agorà Estate (Raitre). Il 36% invece pensa che siamo in conflitto con i terroristi.
Quanto al recente attacco di Nizza, il 42% degli italiani crede che l'attentatore dello scorso 14 luglio sia un soldato dei terroristi dell'ISIS. Ma per la maggioranza degli intervistati, il 51%, era solo un emarginato con problemi psichici.
Infine, a proposito delle presidenziali Usa, il 69% degli italiani voterebbe per la candidata democratica Hillary Clinton. Solo il 19% darebbe fiducia al candidato repubblicano Donald Trump.
Ora il problema con l'Islam è che l'Islam è una religione fonndata su un blibro scrritto manualmente da. Maometto sotto dettatura dell'arcangelo Gabrierle il quale avrebbe ordinato a Maometto duìi scrivere fra gli asltri famosi versetti dekka spada, "Quando finiranno i mesi sacri, cercateli, stanateli e uccideteli"
Questo io lo chiamo terrorismo - un terrorismo che ha per fondamento un libro che prevede il taglio della gola per chi mette in dubbio che esso sia parola di Dio, Benedetto sia il suo nome.Ne sa qualcosa l'autore di Islam e storia il quale fu cvondannnato arte da un tribunale egiziano per aver proposto di leggere il Corano come lo leggerebbero Jacbson Barthes, Eco,,,
giovedì 28 luglio 2016
Dalla parite di Swann
Chi non mi conosce pensa che io sia un veneziano d'origine controllata.In reatà, nella mia famiglia c'è un ramo lombardo (Porro), un ramo austriaco (Schindler), un ramo pugliese (Bevilacqua) e un ramo illirico (Albanese). Il mio amore per la mia città non mai fatto di me un maniaco. Nei miei libri u Venezia ho sempre cercato di spiegare che i veneziani erano un popolo di mone.
Chiarito ciò, faccio mia la proposta di dedicare il Ponte lungo di Murano a Lino Toffolo il quale non solo era un muranese, ma era anche una persona colta, simpatica e intelligente e lo farei subito, prima cioè che venga in mente a qualcuno di dedicarlo a Hillary Clinton.
Chiarito ciò, faccio mia la proposta di dedicare il Ponte lungo di Murano a Lino Toffolo il quale non solo era un muranese, ma era anche una persona colta, simpatica e intelligente e lo farei subito, prima cioè che venga in mente a qualcuno di dedicarlo a Hillary Clinton.
La questione morale
http://www.repubblica.it/politica/2016/07/28/news/scalfari_intervista_berlinguer_questione_morale-144942853/?ref=HREC1-3&refresh_cehttp://www.repubblica.it/politica/2016/07/28/news/scalfari_intervista_berlinguer_questione_morale-144942853/?ref=HREC1-3&refresh_ce
martedì 26 luglio 2016
Politica iddeologia
Ancora su noi e l'Islam
di
Corrado Bevilacqua
Pur nella diversità dei modelli politici, il pensiero politico occidentale si fonda sul concetto di libertà individuale
Nell'Islam non esiste un concetto del genere. Al centro ella concezione politica islamica c'è il concetto di comunità e ciò che regge l'unità della comunità - o che la resse fino al tempo dei . "califfi ben guidati"- è il rispetto della legge islamica.
L'islam, come religione non è più politicizzato di quello che è il cristianesimo. Ma, regolando, attraverso la legge islamica, ogni aspetto della vita dei musulmani. Ciò rende difficile la convivenza fra "noi" e" loro", spiega la nascita di società interstiziali, spiega il fallimento del cd euro--islam e il fascino esercitato da certo fondamentalismo che si basa sulla critica della ideologia occidentale.
Ciò dovrebbe far riflettere politici e intellettuali occidentali, i quali dovrebbero riconsiderare il problema del rapporto fra politica e ideologia, invece di trasformare, intellettuali come Camus in antesignani di Qtub; il quale, non a caso, srisse in Milestones che l'Islam era destinato a salvare anche l'Occidente
di
Corrado Bevilacqua
Pur nella diversità dei modelli politici, il pensiero politico occidentale si fonda sul concetto di libertà individuale
Nell'Islam non esiste un concetto del genere. Al centro ella concezione politica islamica c'è il concetto di comunità e ciò che regge l'unità della comunità - o che la resse fino al tempo dei . "califfi ben guidati"- è il rispetto della legge islamica.
L'islam, come religione non è più politicizzato di quello che è il cristianesimo. Ma, regolando, attraverso la legge islamica, ogni aspetto della vita dei musulmani. Ciò rende difficile la convivenza fra "noi" e" loro", spiega la nascita di società interstiziali, spiega il fallimento del cd euro--islam e il fascino esercitato da certo fondamentalismo che si basa sulla critica della ideologia occidentale.
Ciò dovrebbe far riflettere politici e intellettuali occidentali, i quali dovrebbero riconsiderare il problema del rapporto fra politica e ideologia, invece di trasformare, intellettuali come Camus in antesignani di Qtub; il quale, non a caso, srisse in Milestones che l'Islam era destinato a salvare anche l'Occidente
venerdì 22 luglio 2016
KANT 2, LA VENDETTA
"People may be more honest than psychologists thought", The Economist writes. A new experiment suggests honesty is the more instinctive response.“IN THE state of nature, profit is the measure of right,” wrote Thomas Hobbes, a philosopher with a dim view of human nature. Hobbes’s fellow-thinkers have spent centuries pondering whether humans tend to be self-serving or are more inclined to straight-dealing. (Obviously, people exhibit both kinds of behaviour. The question is which comes most easily.)
So far, most experiments have tended to favour the first idea—that humans are dishonest by default when it serves their self-interest. In one study led by Shaul Shalvi at the University of Amsterdam, for example, participants were told to roll a die secretly three times and write down the results of the first roll. They would then receive 10 times that number in Israeli New Shekels. The researchers found that people who were asked to report their die roll within 20 seconds tended to report higher numbers than those who were given no time limit (though both groups reported higher numbers, on average, than would be expected if they were being truthful).
Now, though, the waters have been muddied by a new study published on arXiv, an online preprint site, by Valerio Capraro of the University of Middlesex. Dr Capraro argues that previous studies have allowed people to ponder in advance how they can best maximise their gains. That means such studies did not properly test how the participants respond under pressure. His study, which presents participants with details of their task just before they perform it, finds that people may be naturally truthful after all.
Dr Capraro recruited his volunteers from Amazon’s Mechanical Turk, an online marketplace where people can be employed to do small jobs. Dr Capraro’s volunteers were either “senders” or “receivers” in each experiment. In the first experiment, 312 senders were told they would be randomly chosen to be in either group 1 or group 2. They then had the choice of telling a receiver which of the two groups they belong to truthfully (in which case they each got $0.10) or untruthfully, in which case the sender got $0.20 and the receiver got just $0.09. (The receivers were not told the rules of the game, so could not know whether the senders lied or not).
In a second “control” experiment, senders were not assigned to groups. That meant they did not have to decide whether or not to lie. Instead, they were simply allowed to choose between giving the receiver $0.10, and getting the same amount themselves (the altruistic option), or sending $0.09 and pocketing $0.20 (the selfish option). In both experiments, about half the senders were told to make their decision in under 5 seconds and the other half asked to think for at least 30 seconds before choosing between the options.
In the control experiment, where lying was not an option, around 25% of 372 participants ignored their self-interest and plumped for the altruistic option, whether or not they had to decide quickly. That established a baseline level of altruism against which to compare the results from the first experiment, in which lying was the route to a bigger payoff. Under those conditions, 56% of participants told the truth when under time pressure, compared with only 44% of those who had time to think. Dr Capraro’s experiments, then, suggest honesty is the more instinctive response. Deliberation, on the other hand, seems to promote more selfish behaviour.
To help ensure his results are robust, Dr Capraro plans to repeat his experiment in a laboratory, under more tightly controlled conditions. If his results hold up, they would suggest a more optimistic view of human behaviour than Hobbes would have dared hope for.
Is everything is fine then? Non credo. Tuttavia fa ben sperare,Come Giovani Pico scrisse in De hominisdinitate, l'uomonon è né anggelo né demomio, è ibro i iventare ciò c h volee
So far, most experiments have tended to favour the first idea—that humans are dishonest by default when it serves their self-interest. In one study led by Shaul Shalvi at the University of Amsterdam, for example, participants were told to roll a die secretly three times and write down the results of the first roll. They would then receive 10 times that number in Israeli New Shekels. The researchers found that people who were asked to report their die roll within 20 seconds tended to report higher numbers than those who were given no time limit (though both groups reported higher numbers, on average, than would be expected if they were being truthful).
Now, though, the waters have been muddied by a new study published on arXiv, an online preprint site, by Valerio Capraro of the University of Middlesex. Dr Capraro argues that previous studies have allowed people to ponder in advance how they can best maximise their gains. That means such studies did not properly test how the participants respond under pressure. His study, which presents participants with details of their task just before they perform it, finds that people may be naturally truthful after all.
Dr Capraro recruited his volunteers from Amazon’s Mechanical Turk, an online marketplace where people can be employed to do small jobs. Dr Capraro’s volunteers were either “senders” or “receivers” in each experiment. In the first experiment, 312 senders were told they would be randomly chosen to be in either group 1 or group 2. They then had the choice of telling a receiver which of the two groups they belong to truthfully (in which case they each got $0.10) or untruthfully, in which case the sender got $0.20 and the receiver got just $0.09. (The receivers were not told the rules of the game, so could not know whether the senders lied or not).
In a second “control” experiment, senders were not assigned to groups. That meant they did not have to decide whether or not to lie. Instead, they were simply allowed to choose between giving the receiver $0.10, and getting the same amount themselves (the altruistic option), or sending $0.09 and pocketing $0.20 (the selfish option). In both experiments, about half the senders were told to make their decision in under 5 seconds and the other half asked to think for at least 30 seconds before choosing between the options.
In the control experiment, where lying was not an option, around 25% of 372 participants ignored their self-interest and plumped for the altruistic option, whether or not they had to decide quickly. That established a baseline level of altruism against which to compare the results from the first experiment, in which lying was the route to a bigger payoff. Under those conditions, 56% of participants told the truth when under time pressure, compared with only 44% of those who had time to think. Dr Capraro’s experiments, then, suggest honesty is the more instinctive response. Deliberation, on the other hand, seems to promote more selfish behaviour.
To help ensure his results are robust, Dr Capraro plans to repeat his experiment in a laboratory, under more tightly controlled conditions. If his results hold up, they would suggest a more optimistic view of human behaviour than Hobbes would have dared hope for.
Is everything is fine then? Non credo. Tuttavia fa ben sperare,Come Giovani Pico scrisse in De hominisdinitate, l'uomonon è né anggelo né demomio, è ibro i iventare ciò c h volee
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